mercoledì 6 gennaio 2016

IL FUTURISMO
E' il primo dei movimenti che, nel Novecento, si autodefiniscono d'avanguardia in campo letterario  ed artistico . Esso fiorisce in due Nazioni: Italia e Russia.In Italia e'rappresentato da Filippo Tommaso Marinetti in Russia dal poeta Majakovski.Gi aderenti si definiscono futuristi perche' si ritengono portatori  di una visione culturale nuova ed aperta al futuro , piu' avanzata e moderna di quella dei contemporanei.
In ambito letterario il Futurismo  si pone frontalmente contro la tradizione; il verso libero diventa uno dei caratteri  fondamentali della scrittura futurista. Sul piano dellla sintassi vanno oltre, Marinetti teorizza il paroliberismo, cioe' l'uso delle parole in liberta' , proponendo di disporre le parole senza legarle mediante alcuna connessione logica  e sintattica .Cio' significa che ci si dovra' servire in primo luogo dei sostanfivi : andranno rifiutati aggettivi, avverbi, mentre I verbi dovranno essere usati soltanto all'infinito; andranno anche aboliti tutti I segni di interpunzione.
IL MANIFESTO DEL FUTURISMO  ( estratto del 1909 pubblicato sul quotidiano francese Le Figaro)
1) Noi vogljamo cantare l'amore del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerarieta'.
2) Il coraggio , l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3) La letteratura esalto' , fino a oggi, l'immobilita' pensosa , l'estasi e il sonno.Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno.
4) Noi  affermiamo che  la magnificenza  del  mondo si e' arricchita di una bellezza nuova : la bellezza della velocita'. Un'automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo....un'automobile ruggente, che sembra correre sulla mifraglia, e' piu' bello della "Vittoria di Samotracia".
7) Non v'e' piu' bellezza , se non nella lotta .Nessuna  opera che non abbia un carattere aggressivo puo' essere un capolavoro.
9 ) Noi vogliamo  glorificare la guerra , sola igiene del mondo, il militarismo,il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore eil disprezzo per la donna.
10) Noi vogliamo distruggere I musei , le biblioteche, le accademie  di ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni vilta' opprtunistica.

domenica 29 novembre 2015

Analisi periodo:come distinguere la soggettiva dall'oggettiva.
Ricorda che la soggettiva dipende da una principale in cui il soggetto non c'e', e'presente un verbo impersonale, un predicato nominale o un verbo trattato impersonalmente. E'introdotta dalla congiunzione che. Es:Si dice che domani piovera' .Si dice(principale) che domani piovera' (subordinata soggettiva).
OGGETTiVA
Si chiama cosi' perche' fa da complemento oggetto alla principale . Es: Carlo dice che Mario verra' Carlo dice (principale) che Mario verra' (sub.oggettiva perche' fa da complemento oggetto alla principale.
E' introdotta dalla congiunzione che ( nella forma esplicita).
Le due proposizioni sembrano simili ma non lo sono: qui nell'oggettiva la principale contiene il soggetto :Carlo dice
Ricorda che la oggettiva dipende da una principale in cui sono presenti le seguenti categorie diverbi:
 verbi che indicano percezione, ricordo
(sentire, ricordare, percepire, accorgersi, capire, vedere, dimenticarsi).
Verbi che esprimono volonta', speranza, desiderio, timore
 ( volere, sperare, ordinare, desiderare, permettere, provare, sperare, desiderare, proibire).
Verbi che esprimono opinione, sospetto o dubbio
 (credere, stimare, pensare, giudicare, convincere, reputare, sospettare, supporre)
Fai attenzione: qualsiasi verbo sopra citato puo' introdurrre sia la soggettiva che la oggettiva.
Prendiamo il verbo credere: si crede (principale) che il mondo sia malvagio (soggettiva)
                                            Carlo crede (principale) che il mondo sia malvagio (oggettiva)
                                La differenza sta che nel primo caso il verbo e'trattato in modo impersonale, nel secondo il verbo esprime il soggetto

domenica 8 novembre 2015

LA ROBA (parte seconda.Vedere la prima parte sul blog  del 10 febbraio 2015.)
La tecnica narrativa e' favolistica, che ricorda la fiaba de "Il gatto con gli stivali".A un ipotetico viandante  che chiede  chi sia il proprietario delle terre che attraversa, invariabilmente viene risposto di Mazzaro'. Egli rappresenta la figura emblematica del latifondista siciliano. I suoi possedimenti  comprendono  l'intera tipologia del paesaggio siciliano; dalle paludi agli aranceti, dalle zone malariche a quelle fertili, dagli uliveti alle vigne.
Il clima e'favolistico perche' narra la fortunata ascesa di un povero , con il tipico ribaltamento di situazione, dalla miseria alla ricchezza: un moderno "self made man" (il rabaltimento della situazione per cui I nobili arroganti sono diventati rispettosi).
Mazzaro' viene descritto come un asceta della roba,"magazzini grandi come chiese" sottolinea la religiosita' della roba. E' paragonato a un re, ma egli si crede superiore perche' puo' disporre dei suoi averi  come crede, mentre il re non puo' vendere I suoi possedimenti. L'epilogo mostra un Mazzaro' pensoso, non matura una riflessione sulla vita, ma sulla robache dovra' lasciare quando morira' . Per questo esito la novella viene definita favola tragica, finisce con il tragicomico e grottesco tentativo del protagonista di far morire la roba insieme conlui.

domenica 1 novembre 2015

Globalizzazione (parte seconda)
Con questa canzone Lenon ci propone di immaginare un nuovo mkndo, un mondo senza pregiudizi, senza  discriminazioni, perche' saremo tutti uguali e dove non ci sia nulla che divida le persone.Nessuna religione, nessuno stato, nessun paradiso e nessun inferno un mondo dove tutti vivremo al meglio ogni singolo giorno, un mondo dove non ci sarznno proprieta', per cui nulla di cui essere gelosi e dove si condivide tutto.